"Futuri (im)possibili. Diagnosticare il presente e immaginare il futuro con i giovani di Caivano"

Disegno di ricerca-azione sulla rigenerazione sociale giovanile a Caivano

La Fondazione Rut e la Fondazione Don Calabria per il Sociale, in accordo con il Dipartimento per la Giustizia Minorile e di Comunità e in collaborazione con il l’Istituto di Ricerche sulla Popolazione e le Politiche Sociali del CNR, presentano il progetto di ricerca-azione “Futuri (im)possibili Diagnosticare il presente e immaginare il futuro con i giovani di Caivano”, con la finalità di contribuire al miglioramento dell’efficacia delle politiche pubbliche soprattutto nel campo delle politiche sociali destinate a minori, giovani e famiglie per supportare l’azione di co-programmazione pubblica e privata volta alla prevenzione di fenomeni di disagio e devianza minorile e giovanile.

Il disagio giovanile non è un fenomeno sempre identico a sé stesso. Cambiano le fragilità, cambiano le forme del disagio, ne intervengono di nuove, e gli anni della pandemia hanno fatto da acceleratore a un processo stratificato di questo genere.

La ricerca vuole guardare, mappare e analizzare tutto quello che di più si può fare in termini di sostegno agli interventi di contrasto del disagio adolescenziale nel territorio di Caivano, partendo dall’assunto che le fragilità e il disagio giovanile sono trasversali in tutti i contesti di vita e tutte le classi sociali. L’analisi del disagio e della devianza minorile e giovanile è sempre multifattoriale ma ha il suo denominatore comune nello sfaldamento dei legami familiari e del tessuto sociale e comunitario. Il vero costo delle devianze è la frantumazione delle reti sociali e comunitarie. 

Un isolamento in cui si alimentano i fenomeni criminali.

La ricerca che proponiamo vuole contribuire a generare non solo conoscenza ma anche nuovi legami, pratiche e collaborazioni attive per rigenerare la comunità di Caivano, perché solo la presenza di forti reti sociali e di comunità sono l’argine più importante alla povertà educativa e ai rischi che attraversano i più giovani.

Un’azione di analisi e ricerca-azione che non può svolgersi senza il coinvolgimento diretto dei servizi sociali del territorio.

Obiettivi

In quest’ottica, il progetto di ricerca-azione si pone due macro-obiettivi:

 1) contribuire a delineare processi innovativi per il potenziamento delle sinergie e delle reti tra i servizi pubblici e privati consolidati nel territorio per supportare nuove progettazioni/programmazioni;

2) contribuire all’identificazione e l’analisi dei bisogni giovanili emergenti nella prospettiva di ridisegnare scenari futuri possibili quali occasioni in cui adolescenti e giovani possano sperimentare capacità di autodeterminazione e di orientamento alla vita.

Metodologia

Il progetto si sviluppa attraverso metodologie e strumenti della ricerca e dell’azione partecipata, prevedendo il coinvolgimento di adolescenti e giovani (11-25 anni), degli operatori sociali e della comunità degli adulti coinvolta nella rigenerazione sociale, perseguendo obiettivi sia conoscitivi che trasformativi. 

Gli obiettivi conoscitivi del progetto saranno relativi all’individuazione dei bisogni e delle nuove fragilità del target group realizzando una mappatura delle opportunità nel più ampio contesto sociale e territoriale, propedeutica allo sviluppo di linee d’intervento progettuali successive che rappresenteranno la portata trasformativa dell’azione di ricerca.

 Parola chiave dell’intervento sarà l’ASCOLTO delle istanze della popolazione giovanile, esercitato attivamente con gli operatori sociali sia del pubblico che del privato sociale e delle agenzie educative, convinti che attraverso la promozione dell’ascolto si realizza il diritto alla partecipazione attiva e l’ottimizzazione nella scelta delle risorse pubbliche e private destinate al cambiamento sia sotto il profilo personale, familiare e comunitario delle cittadine e dei cittadini di Caivano.

Lo sguardo ultimo della ricerca-azione, in termini di auspicabile impatto, è volto a comprendere come l’azione di analisi prodotta possa facilitare nei decisori politici e istituzionali una programmazione degli interventi maggiormente efficace ed efficiente quale risposta alle difficoltà e alle problematiche del rischio educativo, del disagio sociale delle famiglie e della devianza minorile, laddove adolescenti e giovani possano ispirare le loro scelte di vita ai valori della legalità, dell’attenzione al benessere personale e sociale e della partecipazione attiva.

Il contesto

Il progetto di ricerca interessa tutto il territorio del Comune di Caivano, compreso il polo industriale ASI Caivano-Pascarola, con particolare attenzione alla condizione minorile e giovanile in contesti e condizioni di fragilità, dando particolare rilievo alle dinamiche del mondo femminile, senza tralasciare di offrire uno sguardo allargato all’intero contesto comunitario, travalicando barriere invisibili che potrebbero delimitare l’attenzione ai soli contesti urbani ritenuti più problematici di altri e che sono alla ribalta dell’attenzione pubblica.

Come evidenziato dal report ISTAT (2023) “I Giovani Del Mezzogiorno: L’incerta Transizione All’età Adulta” la condizione dei giovani nel meridione del nostro paese desta attualmente particolare preoccupazione.

Questa preoccupazione non si riferisce solo alla riduzione ormai strutturale della consistenza demografica giovanile, ma soprattutto agli svantaggi “territoriali e generazionali” ai quali I giovani del meridione sono sottoposti, svantaggi che influenzano negativamente le loro storie di vita, riducendo il ventaglio di possibilità di una sana transizione all’età adulta. In particolare, questi svantaggi si riferiscono non solo all’elevato tasso di disoccupazione e al debole sistema produttivo che caratterizza le regioni del Sud (e al contestuale impoverimento demografico), ma anche alla maggiore estensione delle transizioni familiari (individui nella fascia di età 30-39 anni che vivono in famiglia: Sardegna 37,8%; Campania 35,1%; Calabria 34,6%), e a un’alta consistenza di NEET (Calabria 35,5%, Campania 34,7%, Sicilia 33,8%). In questi contesti, si dilatano notevolmente i tempi di uscita dalla casa dei genitori, di formazione di una famiglia propria, e della prima procreazione. Infatti, nel Mezzogiorno, nel 2022 nella fascia di età 18-34 anni il 71,5% vive ancora in famiglia (64,3% nel Nord Italia; 49,4% nell’Ue a 27).

Questi dati sono da leggere alla luce di un Mezzogiorno definito da una carenza di opportunità lavorative stabili e di buona qualità̀, che portano a una crescente indeterminatezza della “transizione lavorativa” dei giovani meridionali. Preoccupante è il tasso di attività̀ nella fascia 20-34 anni (del 54,4%), quello di occupazione (41,6%), e quello di disoccupazione (23,6% contro il 9,1% nel Centro-nord).

In generale, questi dati delineano una crescente indeterminatezza nella transizione verso l’età adulta e lavorativa, la quale influisce negativamente sulla qualità della vita dei giovani meridionali e sulle loro prospettive e percezioni. Infatti, più della metà (51,5%) dei giovani meridionali risulta insoddisfatto della propria situazione economica, mentre più di uno su cinque (21,5%) si dice insicuro verso il proprio futuro.

 Inoltre, queste tendenze critiche sono da inserire nel contesto di dati sempre più preoccupanti per quanto riguarda il livello di abbandono degli studi senza aver conseguito un titolo di livello secondario superiore. Nel Mezzogiorno si registra infatti un tasso di dispersione scolastica ben più elevato rispetto al Centro-Nord, con il 15,1% di giovani che non portano a termine il proprio percorso di studi nelle scuole secondarie superiori (rispetto al 9,4% del Centro-Nord) e picchi ancora più elevati di dispersione nelle regioni Sicilia (18,8%) e Campania (16,1%), spesso collegati anche a forme di devianza giovanile.

In questo contesto generale si inserisce anche il Comune di Caivano, sito nell’area della città metropolitana di Napoli. Caivano, Comune attualmente sotto commissariamento straordinario per il risanamento e la riqualificazione e sotto commissariamento prefettizio, contava al 31 dicembre 2022 36.724 abitanti e una densità abitativa di 1364 Ab/Kmq. Caivano è un Comune ad alto tasso di vulnerabilità sociale e materiale, caratterizzato da consistenti livelli di disagio e devianza giovanili e minorili, condizioni rilevabili non solo nei quartieri con una maggiore densità di problematicità ma anche negli altri contesti urbani della cittadina.

Gli obiettivi conoscitivi del progetto saranno relativi all’individuazione dei bisogni e delle nuove fragilità del target group realizzando una mappatura delle opportunità nel più ampio contesto sociale e territoriale, propedeutica allo sviluppo di linee d’intervento progettuali successive che rappresenteranno la portata trasformativa dell’azione di ricerca.

Parola chiave dell’intervento sarà l’ASCOLTO delle istanze della popolazione giovanile, esercitato attivamente con gli operatori sociali sia del pubblico che del privato sociale e delle agenzie educative, convinti che attraverso la promozione dell’ascolto si realizza il diritto alla partecipazione attiva e l’ottimizzazione nella scelta delle risorse pubbliche e private destinate al cambiamento sia sotto il profilo personale, familiare e comunitario delle cittadine e dei cittadini di Caivano.

Lo sguardo ultimo della ricerca-azione, in termini di auspicabile impatto, è volto a comprendere come l’azione di analisi prodotta possa facilitare nei decisori politici e istituzionali una programmazione degli interventi maggiormente efficace ed efficiente quale risposta alle difficoltà e alle problematiche del rischio educativo, del disagio sociale delle famiglie e della devianza minorile, laddove adolescenti e giovani possano ispirare le loro scelte di vita ai valori della legalità, dell’attenzione al benessere personale e sociale e della partecipazione attiva.

Approccio teorico

L’idea che guida lo sviluppo progettuale qui proposto è quella di attuare una ricerca da costruire insieme ai servizi sociali del territorio e mirata all’identificazione delle necessità della popolazione giovanile e delle fragilità del contesto per sollecitare lo sviluppo di nuove reti e connessioni locali per delineare future progettualità e politiche sociali in linea con i reali bisogni territoriali.

Osservare, capire e analizzare in ottica sistemica il contesto di vita e della condizione dei giovani ed adolescenti di Caivano, favorendo in loro la capacità di distinguere tra diversi modi di pensare al futuro e di “usare il futuro” – più specificamente, di usare le idee sui futuri (im)possibili – per pensare e dare forma al presente, generando potenzialmente nuove soggettività.

È fondamentale contribuire a sviluppare negli adolescenti e nei giovani, anche attraverso la sperimentazione (Goldman, 2024), la capacità di considerare riflessivamente le “ipotesi anticipatrici” che danno forma alle idee sul futuro e di esaminare come queste possano essere messe in discussione, ripensate o del tutto sconvolte, in modo da consentire la scoperta di nuove possibilità nel presente o di nuovi percorsi per creare il proprio futuro (future literacy – alfabetizzazione verso il futuro – o “utopia as method”, Levitas, 2013). Lo sviluppo di queste capacità è collegato in letteratura anche alla creazione di spazi individuali e collettivi entro i quali i soggetti abbiano la possibilità di esprimere la propria posizione rispetto al futuro, esplicitandola discorsivamente e considerandola dunque riflessivamente (Otto e Ziegler 2006).

L’ approccio caratteristico della ricerca-azione proposta è di tipo narrativo e auto-narrativo che può contribuire alla decostruzione dei presupposti e delle immagini sulle quali si basano concezioni dei giovani sul futuro (Liveley et al., 2021), ponendosi nella condizione di metterle in dubbio e formularne di nuove, sviluppando dunque la ‘capacità di aspirare’ in relazione a nuovi orizzonti di significato.

Una risorsa utile del progetto di ricerca è rappresentata dalle tecniche di indagine qualitative creativo trasformative,quali metodi creativi per la ricerca sociale (Giorgi et al, 2021) che implicano, attraverso la messa in atto di ‘laboratori’ partecipativi, la creazione di artefatti, anche digitali (ad es., foto o video), tramite i quali i partecipanti alla ricerca (sia giovani che operatori del sociale) possono trovare spazio ed espressione per narrare i propri contesti e narrarsi in maniera ‘creativa’. I metodi creativi consentono lo sviluppo di processi collaborativi e dialogici che agiscono come base per la definizione dell’oggetto della ricerca, la produzione del dato, la restituzione dei risultati e l’innesco di possibili processi di trasformazione.

L’approccio di “ricerca-azione” prevede, oltre alla dimensione della ricerca anche quella operativa con la presenza di un’unità di strada impegnata in attività di ascolto, discussione e connessione con i giovani in luoghi “formali e informali”, ma anche in attività di relazione con le famiglie e le diverse realtà di welfare locale presenti sul territorio, sia per fini conoscitivi che per il loro coinvolgimento entro le attività di ricerca (interviste, focus group, tavoli di discussione). L’importanza di svolgere tali attività anche in luoghi informali (come strade, cortili, parchi pubblici…) risiede nella possibilità di poter entrare in contatto anche e soprattutto con quei giovani che frequentano poco o per niente possibili luoghi di contatto più formali, quali scuole, parrocchie, associazioni e centri sportivi, nonché con possibili forme di welfare informale difficilmente individuabili con altri metodi.

La ricerca prevede, infine, anche la realizzazione di laboratori trasformativi con adolescenti e giovani per fornire loro uno spazio creativo e partecipativo in cui esplorare e condividere le loro visioni del futuro, sviluppando al contempo le loro abilità immaginative e capacità pratiche nel campo della produzione artistica, culturale e attraverso lo sport. La creazione di spazi narrativi attraverso approcci creativi fornisce una piattaforma per l’espressione individuale e la riflessione rispetto alla propria relazione con il futuro (anche lavorativo e professionale). Promuovere la partecipazione attiva dei giovani aiuta a superare barriere di comunicazione e consente una rilevazione approfondita ed autentica delle prospettive giovanili sul futuro.

Destinatari e beneficiari

Con la ricerca “Futuri (im)possibili”, è previsto il coinvolgimento diretto degli operatori dei Servizi Sociali Territoriali del Comune di Caivano quali principali stakeholders della ricerca con cui ricalibrare il set delle specifiche attività da poter realizzare con la loro partecipazione nei tempi e nelle modalità che verranno concordate insieme.

Sono destinatari, inoltre, le agenzie educative del territorio, le istituzioni pubbliche e private coinvolti nei processi di analisi dei bisogni e di programmazione di interventi e del potenziamento dell’azione di rete. Si individuano negli adolescenti e giovani fino ai 25 anni di età, i principali beneficiari della proposta di ricerca dando particolare attenzione alla prospettiva femminile. In fase di coprogettazione con i Servizi del Territorio saranno individuate le stime numeriche di destinatari e beneficiari.

Azioni e attività

Il riferimento ai macro obiettivi individuati, si propone la realizzazione di due principali linee di azione di ricerca la cui programmazione di dettaglio delle relative attività sarà concordata con i Servizi Sociali Territoriali.

Azione A) – Coprogrammare la ricerca, alleanza sistemica tra Servizi pubblici e del privato sociale

1.1) Laboratorio di co-progettazione con SSTT

Azione propedeutica e punto fondamentale sarà la definizione della progettazione esecutiva della ricerca a partire dal diretto coinvolgimento dei Servizi Sociali Territoriali per poi facilitare alleanza strategiche tra i principali attori territoriali nella promozione di interventi a favore di adolescenti e giovani. Il laboratorio a cui prenderanno parte operatori dei SSTT, gli esperti di Fondazione Rut e i ricercatori del CNR sarà luogo privilegiato di sperimentazione di lavoro di rete e punto di partenza della definizione delle attività con e per il territorio. Si prevede al massimo n. 2 mesi di attività utilizzando focus group, interviste semi strutturate, lavori di gruppo. Supervisiona il lavoro del laboratorio, la Fondazione Don Calabria per il Sociale. Il laboratorio di coprogettazione avrà come compito anche la definizione della programmazione dell’Unità di strada.

 1.2) Survey su giovani e futuro a Caivano

A partire dalle principali agenzie educative, si propone una survey su giovani e futuro a Caivano che intende produrre un quadro generale sia di come i giovani (anche studenti) vedono il proprio futuro e quello della città sia la prospettiva degli operatori del privato sociale. La survey, destinata ad una più ampia platea possibile di partecipanti, sarà compilabile attraverso questionario multilingua online CAW per almeno 3 mesi di compilazione. I risultati della survey saranno ad utilizzo dei partecipanti al laboratorio di coprogettazione come elemento di confronti e di ulteriore dato messo a disposizione degli operatori sociali. Sarà il CNR a condurre e coordinare l’attività di survey.

 1.3) Mappatura generale delle opportunità

Dai lavori del laboratorio di co-progettazione e dell’analisi della survey, emergeranno gli elementi necessari alla definizione di una mappatura generale delle opportunità sul territorio che viene messa a disposizione degli operatori al fine di utilizzare al meglio le risorse territoriali nei programmi e negli interventi a favori di adolescenti e giovani. Fondazione Rut curerà, nel proprio Piano di Comunicazione, la fruibilità della mappatura. Per la realizzazione della mappatura saranno dedicati i primi 2 mesi che sarà costantemente aggiornata.

  1.4) Tavolo di Comunità

Attraverso il coinvolgimento e la connessione delle realtà mappate, nel secondo semestre di attività, si propone l’istituzione di un Tavolo di Comunità in cui fare rete che coinvolga cittadini, famiglie, associazioni, gruppi, istituzioni civili e servizi sociali su un obiettivo comune – comprendere e aiutare tempestivamente le ragazze e i ragazzi in difficoltà – verso cui muovere le molte risorse formali e informali presenti nel territorio, che vanno dalle scuole agli oratori sino alle realtà sportive, valorizzandone il ruolo e coordinandone le azioni per organizzare meglio le risposte ai bisogni individuati.

I lavori del Tavolo saranno coordinati dalla Fondazione Rut con la partecipazione del Dipartimento che ne supervisionerà l’azione sistemica di rete.

Partecipanti al tavolo: Save the ChildrenPolo Millegiorni Sede di CaivanoCroce Rossa ItalianaPiccolo Coro dell’Antoniano a CaivanoCasa INCA Inclusione Autonomia a Caivano.

 

Azione B) – Rilevazione bisogni emergenti giovani e costruzione di futuri possibili.

L’azione di rilevazione e costruzione di futuri possibili interesserà anzitutto la popolazione adolescenziale e giovanile di Caivano. Partendo dall’ascolto diretto alla promozione della loro partecipazione, verrà offerta e garantita l’opportunità di sperimentarsi in contesti differenti di immaginazione, narrazione, orientamento e di scelta di vita. Possibili attività da realizzare.

B.1) Unità di strada – Il camper

Incontrare gli adolescenti nei loro luoghi di ritrovo, offrendo loro ascolto e possibilità di relazione: nelle strade, nei cortili, nei parchi pubblici, e ovunque ci sia spazio per creare relazioni significative fra educatori professionisti e ragazze e ragazzi, le loro famiglie, gli adulti di riferimento e la comunità. 

Il Camper sarà il luogo e l’occasione per attività di osservazione, svolgimento di interviste in profondità (semi-strutturate) individuali con approccio ‘autobiografico’ (usando la tecnica della storia di vita, successivamente collegare le necessità e i bisogni dei soggetti al contesto territoriale attraverso domande specificamente rivolte a questa dimensione, interpellando e stimolando in fine l’intervistato a confrontarsi con la propria idea di futuro). 

Gli operatori di Fondazione Rut metteranno a disposizione di adolescenti e giovani competenze ed expertise; il lavoro dell’unita di strada sarà supervisionata dalla Fondazione don Calabria per il Sociale. L’Unita di strada sarà attivata al terzo mese di attività progettuale con la definizione della programmazione del servizio in accordo con i SSTT.

2) Laboratori trasformativi sui futuri (im)possibili

Si realizzeranno laboratori giovanili di futuro sia con il coinvolgimento delle scuole che delle realtà istituzionali e associative del Comune. I laboratori porteranno i partecipanti a ripensare al loro futuro sia in termini individuali che collettivi attraverso la tecnica del video-storytelling. 

I laboratori prevedono lo sviluppo di storie individuali e collettive in formato di brevi video (max. 3. minuti) riguardanti il proprio contesto di vita e la sua relazione con i propri futuri (im)possibili. 

Questi laboratori creano dei forti momenti di connessione emotiva condivisa tra operatori e partecipanti, la cui storia personale (ovvero la rappresentazione cognitiva che un individuo ha di se’ e degli eventi della sua vita) si trasformerà in una narrazione, cioè un qualcosa di condiviso in un gruppo/collettività, mettendo in moto la possibilità di immaginare un futuro POSSIBILE (perché sono un soggetto e parte attiva di una comunità). 

I laboratori saranno coordinati da CNR e realizzare da un’equipe multiprofessionale costituita da Fondazione Rut e CNR. I laboratori saranno attivati al quarto mese di attività.

Si stima un lavoro di almeno un anno di attività con previsione di avvio a settembre 2024.

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